
Tratto da E. De Zuani "Comprensione e memoria di storie nei bambini": alcune implicazioni educative, contenuto in A. Cavedon, La lettura, ERIP Editrice, Pordenone, pp. 121-130.
Il saggio di De Zuani riporta la bibliografia originale, presente alla fine di questo testo.
Comprensione e memoria di storie nei bambini:
alcune implicazioni educative
Fattori che incidono nella comprensione e nel ricordo di un testo
In linea generale la comprensione e il ricordo di un testo dipendono da una larga varietà di fattori, alcuni legati alle condizioni inerenti al testo stesso, come la complessità, la lunghezza, la familiarità del contenuto, il grado di coesione testuale; altri legati alla motivazione del bambino e al tipo di istruzione precedente; altri ancora relativi alla memoria a breve e a lungo termine.
Si può valutare la memoria relativa al testo, con l'assunzione che dalla performance mostrata nei vari compiti sia possibile studiare non solo le varie capacità relative alla memoria, ma si possa anche risalire a che cosa è stato codificato e come è stato rappresentato il testo; si possono usare prove di ricordo libero; prove di riconoscimento, prove di ricostruzione per vedere se c'è differenza nella performance dei bambini di diversa età; se il ricordo guidato è più accurato del ricordo libero, se il ricordo immediato varia rispetto al ricordo richiesto a distanza di tempo; se il riassunto scritto è simile all'orale e così via. Ognuna di queste prove contribuisce a mostrare in maniera più specifica le capacità del bambino, dipendentemente dall'età e dal tipo di testo dato.
In qualunque modo si voglia studiare il problema della comprensione e della memoria, è comunque necessario che venga fatta in via preliminare un'analisi del testo, al fine di conoscerne la struttura.La Grammatica delle storie di Stein e Glenn
In essa l'episodio viene definito come un insieme di categorie di informazioni: ognuna di esse svolge una determinata funzione, e sono collegate tra loro tramite relazioni logico-causali.
Secondo Stein e Glenn una storia inizia dando informazioni relative all'Ambiente, ovvero al tempo, al luogo nel quale si volge la storia ed alle caratteristiche del personaggio principale.
Oltre all'ambiente, tre di queste categorie sono necessarie per la completezza di un episodio: evento iniziale, tentativo, conseguenza.
Va rilevato che la maggior parte delle storie non possiedono una struttura cosi semplice, ma, al contrario, spesso sono formate da molteplici episodi.
In tal caso un primo episodio può causare direttamente l'accadere del successivo (relazione "causale"), può rappresentare una pre condizione necessaria per l'avverarsi del secondo (relazione "poi") o essere semplicemente collegato al successivo dalla relazione, "e". Come hanno dimostrato sia Stein e Glenn (1977) che Mandler e Johnson (1977) il ricordo è migliore qualora gli episodi siano collegati con un nesso causale.
La struttura ideale facilita la comprensione e il ricordo
In realtà, la maggior parte delle storie utilizzate, soprattutto nell'ambito scolastico, non presentano una struttura ottimale.
Spesso, infatti, vengono omesse od invertite delle categorie e si pone quindi il problema di analizzare il comportamento del bambino, di fronte alla presentazione di storie "mal strutturate", ovvero non corrispondenti alle sequenze previste dalla grammatica delle storie.
Riuscirà il bambino ad integrare le informazioni mancanti e riorganizzare la storia?
Studi recenti (Stein e Glenn, 1977 e Mandler e Johnson, 1977) indicano che bambini di 6-7 anni sono in grado di riorganizzare gli eventi della storia e di aggiungere, se necessario, alcune inferenze, utilizzando sistematicamente delle regole perché il loro ricordo, risulta più conforme alle sequenze attese sulla base dello schema, piuttosto che al materiale presentato.
Di conseguenza è consigliabile, affinché il bambino comprenda e ricordi accuratamente una storia, proporgli del materiale che presenti determinate caratteristiche sia di struttura che di contenuto.
Infatti la presenza delle categorie principali, le connessioni formate con la relazione "causa", la familiarità del contenuto legato alla sua conoscenza, aumentano le capacità dei bambini di ricordare gli eventi di una storia nel loro corretto ordine (Mandler e Johnson, 1977 - Stein e Glenn 1977).
Indicazioni educative nella lettura di storie
Come si può sollecitare il soggetto a compiere una maggior elaborazione del materiale a disposizione nelle storie?
La ricerca ha dimostrato che, se le domande vengono poste immediatamente dopo la lettura del brano, esse sono di gran lunga più efficaci che non quando vengono annunciate al soggetto prima della lettura.
I migliori risultati tuttavia si ottengono (Frase 1967; 1971) quando le domande vengono poste durante la lettura dell'insegnante e, invece che alla fine del testo, dopo ogni suo paragrafo e meglio ancora se vengono poste dopo due paragrafi. Dal punto di vista educativo, infatti questo tipo di studi ci porta a concludere che è più efficace far si che il soggetto ricavi da solo e integri le informazioni salienti, tramite inferenze, riposte a domande ecc., sollecitandolo a compiere uno sforzo attivo di elaborazione durante la fase di ascolto, piuttosto che alla fine.
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